Io le dissi ridendo -Ma signora Aquilone, non le sembra un po' idiota questa sua occupazione?
Lei mi prese la mano e mi disse -Chissà? Forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà.

martedì 3 gennaio 2012

Quello che di Berlino non dicono

E dopo Hogmanay venne Silvester, il capodanno berlinese.
Su Berlino tempio della modernità, capitale culturale, giovane, brillante, vitale, trasformista, eclettica, si sprecano le recensioni estasiate. Tuttavia, dal visitatore che si mette in viaggio confidando di vedere qualcosa di memorabile perchè incomparabilmente bello, difficilmente quest'anima berlinese verrà colta a pieno.
Berlino è una città eterogenea, dove le ferite della storia hanno lasciato un segno profondo consegnandoci una città complessa da sintetizzare e descrivere; una città che per apprezzarla va forse sentita più ancora che vista. Questa per me era la seconda volta a Berlino e, come la prima, me ne sono andata con l'idea di non averla capita del tutto e auspicando di tornarci di nuovo per carpirne un altro pezzetto.
E tu? Tu che a Berlino non ci sei mai stato, tu che hai sentito dire che dovresti andarci, che è la meta più cool del momento: accanto alle decine di motivi per farlo, vuoi conoscerne almeno alcuni per non farlo? O almeno per partire preparato?
1) O tempora o mores. Se sei un indefesso estimatore dell'arte antica perchè loro-sì-che-sapevano-costruire-dipingere-scolpire sappi che sei fortunato: abiti nel Paese ideale per coltivare la tua passione, l'Italia. A Berlino la guerra ha raso al suolo quasi tutto, pertanto quasi tutto è ricostruito, spesso reinterpretato in chiave moderna.
2) Se la storia del Muro non ti appassiona e se con tutto il rispetto sei saturo di testimonianze sull'Olocausto, le tue probabilità di cogliere l'anima berlinese si ridurranno parecchio. La città è costellata di punti di interesse su questi temi (spesso ben fatti e totalmente gratuiti).
3) La Kaiser Wilhelm Gedachtniskirche, più famosa come "dente cariato", testimonianza angosciosa e sorprendente delle devastazioni della guerra, è attualmente in restauro e dunque rivestita completamente di impalcature e lo sarà almeno fino a metà del 2012.
4) Berlino è forse la patria della cultura alternativa, posta anche a misura di turista alla Kunsthaus Tacheles: se un personaggio che vende orecchini fatti con tappi a corona fumando e ascoltando musica potrebbe farvi venire l'orticaria l'atmosfera berlinese forse non fa per voi. Peraltro per il Tacheles pare si stia profilando un destino di sgombero: già ora l'area espositiva rispetto allo scorso anno è molto ridotta.
5) Il fermento culturale ha portato di recente a Berlino una mostra su Salvador Dalì, inizialmente concepita come temporanea poi diventata permanente. 11 euro che vi suggerisco di investire in 3 o 4 ottime birre tedesche. Ci saranno pure oltre 400 pezzi, ma si tratta in gran parte di schizzi, studi preparatori senza costrutto, che hanno un senso appesi al muro di qualche collezionista ma non in una mostra.
6) E infine...Capodanno a Berlino: istruzioni per l'uso. La città inizierà a scoppiettare di botti dalle 5 del pomeriggio. Nel perfetto stile di questi popoli compassati e silenziosi, semel in anno i più riterranno lecito tirarvi i petardi fra i piedi o lanciare nell'aere bottiglie di birra (vuote ovviamente). Non sognatevi di festeggiare sotto la Porta di Brandeburgo o anche solo nei dintorni se non vi ci apposterete ore prima di mezzanotte: la polizei sbarra tutti gli accessi e chi è dentro è dentro, chi è fuori si dedica alacremente alla guerriglia urbana. Il 1° gennaio nel Mitte sarà the day after tomorrow: bancarelle sparite, luminarie spente, negozi chiusi, sul campo di battaglia le vestigia dell'anno appena salutato, mozziconi di petardi e cocci di bottiglie.

2 commenti:

  1. Brava, dovrei venire più spesso a visitare il tuo blog, c'è sempre qualcosa di interessante da leggere. Elisabetta

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  2. Ti ringrazio: allora ti aspetto!

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