Io le dissi ridendo -Ma signora Aquilone, non le sembra un po' idiota questa sua occupazione?
Lei mi prese la mano e mi disse -Chissà? Forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà.

sabato 22 febbraio 2014

Tutti gli uomini del Presidente

E le donne. Tante. Ed ecco dunque il neonato governo Renzi.
Di lui Crozza ha colto perfettamente il lato buffo e un po' inquietante. Il mentalista. Tanto fumo, poco arrosto.
Il fumo c'è, vero. Piglio da venditore di tappeti, narcisismo, personalismo. Ricorda in questo Berlusconi. Ebbene sì. Ma sapete che c'è? Che forse va bene così. Forse è tempo di prendere atto che in Italia quel piglio lì vince e convince e che un'alternativa politica ridotta ad un reiterato e sterile antiberlusconismo ed una paludata protervia verso i tavoli di confronto senza fine invece ha reso tanti elettori scoraggiati e disillusi. Che magari si può imparare anche dal "nemico" e scendere a patti con lui, prenderne il buono e utilizzarlo per un nobile scopo.
L'Italia ha urgente bisogno di (ri)trovare efficienza, fiducia, partecipazione, modernità, slancio.
Ci hanno provato personaggi inconcludenti, mediocri, corrotti (tra cui...il nemico), perchè non dare un'opportunità anche a questo giovanotto di belle speranze, che se non altro ha avuto il merito di avere dato una scossa al linguaggio e al modus operandi politico del PD?
Sarà forse l'ennesima delusione, ma io sono qui pronta a farmi deludere di nuovo.
Lasciamolo fare, eddai...proviamoci, provaci ancora Matteo.

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domenica 9 febbraio 2014

Riso amaro

Consigliato.
Consigliatissimo per quanti hanno appeso la laurea in bagno e ogni tanto la utilizzano per trarne profonda ispirazione...
Personaggi centrati, alcune scene davvero esilaranti. E' vero che l'intreccio a un certo punto diventa un po' stiracchiato e ingenuo, il finale non fa il botto, ma la prima ora basta e avanza per essere soddisfatti di avere pagato il biglietto.
Non sarà il film raffinato osannato dalla critica che fila dritto alla notte degli Oscar, però si ride e si sorride a buon mercato (e ce n'è bisogno). E si sospira, anche; qualcuno ci vedrà un po' di se stesso. Nel ricercatore che fa il lavapiatti in un ristorante cinese, nei latinisti benzinai pagati in nero, nell'antropologo che si cammuffa da analfabeta per trovare lavoro e rinnega la sua laurea come "un errore di gioventù".
E fra quattro risate il pensiero facilmente vola alla ricerca di una ragione plausibile che giustifichi un paese che non educa più i suoi ragazzi ad usare le mani, bensì li spinge in massa a studiare, e poi li costringe a 35 anni a scontare quella ragazzata fra precariato e call center.  

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