Io le dissi ridendo -Ma signora Aquilone, non le sembra un po' idiota questa sua occupazione?
Lei mi prese la mano e mi disse -Chissà? Forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà.

sabato 1 dicembre 2018

Bulli e pupe

"Mi rivolgo a te, gentile ritrovatore del presente dizionario".
La stampa poco nitida delle stampanti a getto d'inchiostro anni '90, un font che ci voleva talento a sceglierne uno tanto brutto, un tocco di evidenziatore verde a rendere il tutto ancora più fastidioso. Scusate, coraggiosi lettori, ma il nucleo del post è la foto.
In questi giorni mi è capitato per le mani il mio vecchio dizionario di latino e quell'annuncio dopo vent'anni è tornato a parlare.
A parlare di una ragazzina che aveva tutte le carte in regola per ritrovarsi la colla versata nell'astuccio, derubata della merendina e con un'etichetta di dileggio appiccicata alla schiena. Eppure no, i bulli, che pure esistevano anche ai tempi della Signora Aquilone, non l'hanno mai presa di mira; non l'hanno mai neppure ignorata, anzi, con quelli che la mafia è bella, la mafia è buona la ragazzina aveva rapporti di cordialità.
Oggi si sentono tante storie dolorose di bullismo, e in quest'epoca in cui internet regala qualche minuto di palcoscenico a qualsiasi idiota è tutto esacerbato. Il tema è complesso, ma vorrei portare una nota di leggerezza. Pertanto, da potenziale vittima scampata ai bulli dell'era mesozoica, ho redatto un agile vademecum per piccole nerd in erba. Ragazze, coraggio! Potete salvarvi anche voi!
Regola n°1) La bella della classe esiste e non sei tu. Accettalo.
Prima desisti dall'emulazione prima avrai salva la vita. Quella coi lunghi capelli di seta, la pelle liscia come un'albicocca, dove mai un lieve sentore di acne giovanile avrà l'ardire di posarsi, quella col le gambe da fenicottero e il culetto appeso a un invisibile filo di grazia, quella che popola i sogni di tutti i maschi della classe...quella non sei tu. Il ruolo è stato assegnato. Ritagliatene un altro.
Regola n°2) Abbi il coraggio di essere stramba.
Tutte guardano Beverly Hills 90210 (beh, tu giovane fanciulla non saprai nemmeno cosa sia, ma ai miei tempi era un cult) e a te proprio non piace? Dillo. In classe si fa a gara a chi durante le verifiche si imbosca meglio e a te piace startene concentrata sul tuo foglio accanto alla cattedra? Fallo.
Ama le tue stranezze, curale; ma non farne un vessillo da contrapporre agli omologati.
Regola n° 3) Ironia è il tuo secondo nome.
Prenditi in giro. Precedili. Disarmali. Sorridi.
Riconosci a ciascuno il proprio ruolo nella commedia sociale. Sorridi.
Accetta, accogli, ascolta, aiuta. Sorridi.
Non dire sempre tutto quello che pensi, ma pensa bene a quello che dici, a chi lo dici e come. Sorridi.

Mostra che le loro parole possono ferirti e non sarai più libero dalla derisione (G. Martin).
La via di fuga è tutta qui.
Buona fortuna, donzelle.

sabato 24 novembre 2018

Ingegneria dell'odio

Qualche giorno fa una giovane volontaria italiana è stata rapita in un villaggio in Kenya. Non era lì per un safari o per concepire un bambino e chiamarlo Malindi. Era lì perché a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età.
Era lì per dirci che in quest'epoca traballante di Instagram stories c'è ancora qualche ventenne che crede di poter cambiare il mondo con la forza del pensiero e dell'esempio, che crede che "aiutarli a casa loro" significhi andarci in prima persona a casa loro, e aiutarli appunto. Ingenua.
Per i teorici dell'Italia agli italiani, lei se l'è andata a cercare, è un'oca giuliva che poteva starsene a casa sua ad aiutare il vicino di casa, se non una finta altruista assetata di big bamboo.

Anche i volti di altre due giovanissime sconosciute hanno recentemente conquistato la platea della notorietà. Armate dell'euforia della loro età e di un cartello totalmente inopportuno, messi da parte smartphone e Ferragnez, sono uscite di casa per una spassosa protesta di gruppo.
A 15 anni sei autorizzato al pressapochismo, al bianco o nero, all'okkupazione per cause fumose (che poi il vero motivo è appartarti col moroso al cineforum).
A 45 anni anche no. Magari dai, sono disposta a concedere qualche sbavatura al turnista al bar con davanti il caffè delle 5. Col Ministro dell'Interno però tendo ad essere più tranchant.
Siccome però spesso non mi fido di quello che mi viene riportato da altri, per la prima volta in vita mia confesso che l'ho fatto: ho visitato la pagina Facebook del Ministro Salvini.
E tra una foto del caffè (delle 5?), un "vi voglio bene amici", qualche virata machista alla celabbiamoduro 2.0, la foto delle ragazzine era lì. Era DAVVERO lì. Pezzi di carne offerti alla brame della folla incazzata. Che ha abboccato, oh se ha abboccato!
Un secolo fa, all'epoca in cui anche la Signora Aquilone okkupava la scuola per il sacrosanto diritto di giocare a carte, la sua prof di italiano spiegò alla classe il Principe di Machiavelli. Disse che probabilmente non ci sarebbe piaciuto e nemmeno lo avremmo fino in fondo capito, se non in età adulta.
Un passo del Principe racconta di come il sovrano delegò il controllo di una regione riottosa ad un suo luogotenente. Costui, come richiesto, non si fece scrupoli a soggiogare la popolazione e in poco tempo portò la pace a suon di legnate. Il Principe allora, ottenuto il suo scopo, prese il fidato luogotenente e lo squartò sulla pubblica piazza, la ferocità del quale spettaculo fece quegli popoli in uno tempo rimanere satisfatti e stupidi. 
Cazzo prof, aveva proprio ragione!

domenica 28 ottobre 2018

Tremate tremate le streghe son tornate

Ora che il dado è tratto, da assidua spettatrice di X Factor lo dico chiaro e tondo: RIDATEMI ASIA ARGENTO. O per lo meno, zittite l'orsacchiotto biondo e ritentate il colpo.
Non ho mai condiviso la scelta di Sky di ostracizzare Asia Argento. Intanto per principio, dal momento che si trova soltanto ad essere accusata di un reato (peraltro poco credibile): gli indagati possono sedere in Parlamento, ma non al tavolo di X Factor? Non capisco.
E Cristiano Ronaldo allora? Anche lui è accusato da più voci di stupro, eppure non mi pare giochi tra le riserve.
E poi perché Asia Argento in quel ruolo era, forse per la prima volta in vita sua, credibile: empatica con i concorrenti, ben amalgamata con gli altri giudici, concisa e incisiva, un po' groupie da centro sociale, di quelle che ci hanno passato le nottate ad ascoltare band improbabili negli scantinati.
Invece Sky ha optato per la caccia alle streghe, adducendo motivi inconsistenti quali il possibile contrasto tra la vicenda giudiziaria di Asia e lo spirito del programma. Amici di Sky vi svelo un segreto: in Italia mandiamo giù di peggio, in barba a qualsiasi spirito, figurarsi se non saremmo passati sopra a una storiella del genere! Se non aveste sollevato tutto questo polverone, oggi il giovane rocker stuprato dalla virago (consentitemi un buahahahah) non sarebbe stato ospitato da Giletti e noi ci gusteremmo il programma con un vero poker di giudici.
Ma veniamo al sostituto, Lodo Guenzi.
Amici, NO.
A.A.A. CERCASI giudice di X Factor che non faccia (troppo) rimpiangere Asia: sintetico, irriverente, competente, anticonformista. Astenersi verbosi, buonisti, retorici, banali, noiosi.
Lodo parla troppo e non dice niente, gli sono tutti simpatici, sono tutti belli, hanno tutti energia e voci pazzesche e lui è pazzo di loro. Troppo, già dalla prima puntata.
Levatelo, vi prego. Ridatemi la streghetta, o almeno un valido stregone.


domenica 21 ottobre 2018

La cicogna azzoppata


E' passato qualche anno da quando la Signora Aquilone aveva provato a raccontare le sue peripezie ostetriche. Allora la Signora era triste e solitaria.
Oggi che tutto le sembrava nuovo e diverso, dalla valigia del "cambio vita" è saltato fuori il calzino spaiato, quello che forse se buttavi era meglio.
Oggi la Signora racconterà la storia di quel calzino.

Quale donna non conosce un test di gravidanza? Quello tradizionale almeno, senza frasi o faccine; quello con le classiche stanghette rosa. Due = sei incinta. Una = non sei incinta. Ogni  donna ci ha fatto pipì sopra almeno una volta. Con opposti sentimenti: sperando, bramando, supplicando una stanghetta oppure due. Non esiste una stanghetta e mezza, non esiste un sentimento intermedio. Una o due.
Oggi voglio raccontare della mia stanghetta solitaria: una, dritta e inequivocabilmente unica. Fiera e diritta come un dito medio. Fuck you. Anche questa volta hai mancato il bersaglio. Ritenta sarai più fortunata. 
Forse la mia urina non è abbastanza concentrata. Forse sono stata troppo impaziente. Forse rientro in quello 0,0001% di falso negativo. Forse ma forse ma sì.
Forse invece è tutta colpa di quel calzino spaiato. E' saltato fuori, il bastardello; non puoi fingere di non vederlo. E' colpa sua se tutta questa faccenda, che doveva essere solo un idillio romantico, ha iniziato a poco a poco a romperti le palle. 
Perché quella che ormai lo sa anche il muro che è incinta (e del resto si vede lontano un miglio quanto è rosea e luminosa la baldracca), ma tace per scaramanzia, ti ha rotto le palle. Quell'altra che aveva un unico ovaio policistico, l'utero retroverso, un fibroma grosso come una mela, due botte ed è rimasta incinta, pure lei ti ha rotto le palle. Quell'altra ancora che...puff...neanche se n'era accorta; pure quella ti ha rotto le palle. Pure tua nonna che senza stick ovulatori, stanghette e faccine ha avuto dieci figli dai 15 ai 45 anni ti ha rotto le palle. 
Ti hanno rotto le palle tutte le storie di maternità più o meno impreviste, miracolose, incredibili, travagliate, quelle che "quando smetti di pensarci", "quando non ci pensi affatto", "quando è l'ultima cosa che vuoi", "quando pensi non sia possibile". 
Zitte, zitte tutte, parlo io, anzi per cominciare non parlo affatto, ma rivendico, senza pietismi, il mio diritto al DITO MEDIO.