Io le dissi ridendo -Ma signora Aquilone, non le sembra un po' idiota questa sua occupazione?
Lei mi prese la mano e mi disse -Chissà? Forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà.

sabato 9 febbraio 2013

Almeno una cosa. Giorno 6

Il bagno nella vasca.
Antiecologico, lo so, ma costa meno di uno psicologo e ne svolge egregiamente la funzione. Silenzio, calore, letture, relax.
Questo non è semplicemente lavarsi, è dedicarsi alla meditazione.

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venerdì 8 febbraio 2013

Almeno una cosa. Giorno 5

Il pollo fritto e le altre sfiziosità a buffet del pranzo al Caffè Concerto.
Della serie quelli che niente che ci faccia mai passare l'appetito.
Quelli che meglio un fritto oggi e un senso di colpa domani.
Quelli che mangiamoci sopra.
Quelli che però una porzioncina di verdura tra un cotechino e una patata al forno non si nega a nessuno.
Quelli che se poi si va a pranzo al Caffè Concerto, con la mamma (e paga lei!) e c'è pure il sole, allora queste non sono almeno una cosa ma tante cose insieme e forse vuol dire che questo giochetto lo sto prendendo davvero sul serio.

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giovedì 7 febbraio 2013

Almeno una cosa. Giorno 4

Dormire 10 ore in un giorno feriale.
Pensare che sono proprio fortunata a poterlo fare di tanto in tanto e che tutto sommato questo è un vantaggio del mio bislacco lavoro.
E svegliarsi con un motivetto in testa...
Penso che svegliarsi alla mattina
sia una cosa eccezionale
Penso che dormire fino a tardi
sia altrettanto straordinario
E anche che... 

Puntini puntini puntini;)

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mercoledì 6 febbraio 2013

Almeno una cosa. Giorno 3

 La colazione al bar, anzi nel mio bar preferito, perchè di per sè non sono fanatica della colazione al bar. Ma questo bar è diverso. Non hanno le solite anonime pastine di cartone, ma una gran varietà di sfiziosità dolci e salate tutte autoprodotte e tutte buonissime!
A proposito, per chi è di Modena: via Manfredo Fanti 105, di fronte all'ex Carighein. Zona non certo autopromozionale, ma varcate la soglia...e ci tornerete!
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martedì 5 febbraio 2013

Almeno una cosa. Giorno 2

La donna delle pulizie! E questa volta non sono io. E alle zampate e ai peli dei miei gatti oggi ci pensa la mia Cenerentola personale.
Vetri lustri, generazioni di ragni sfrattate dalle loro ragnatele, pulizia persino in mezzo ai termosifoni. Un lusso che non mi ero mai concessa. Brividi che la mia casa non aveva mai provato.

 
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lunedì 4 febbraio 2013

Almeno una cosa. Giorno 1

Blog ad personam. Oggi inauguro una sezione ad uso totalmente personale del mio blog.
Pochi grammi di benessere, secondo un regime quotidiano ferreo.
La regola è questa: ogni giorno a partire da oggi devo fare almeno una cosa che porti positività nella giornata. Poche pretese, niente di eclatante. Ma pochi grammi al giorno chissà che non arrivino ad una grammatura di tutto rispetto.
Comincio così. Questa sera ho acceso le ex luci di natale. Quando ho rintanato gli addobbi dopo le feste le ho lasciate e ho fatto bene. E questa sera le illumino tutte per me.

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domenica 3 febbraio 2013

Torno subito

Non potevi che essere un lungo giorno di pioggia, caro il mio 2 febbraio 2013.
Un cielo limpido e un sole sfacciato sarebbero stati una sgradita impertinenza, oggi. Ti ringrazio invece per avermi accompagnata con il ticchettio incessante delle mille gocce di pioggia che ancora non smettono di saltellare.
Oggi è il giorno in cui ho imparato che se piove e hai le scarpe bucate i piedi te li bagni e non c'è niente di più goffo che fingere di averli asciutti. In passato l'ho fatto e sono stata così brava a propagandare la confortevole condizione dei miei piedi che ho finito per crederci anch'io, tanto che nemmeno nel chiuso di casa mi sono mai veramente concessa di appendere i calzettoni fradici vicino al caminetto.
Oggi è il giorno in cui ho imparato che non è facile chiedere alle persone con cui stavi amabilmente passeggiando di fermarsi un momento; è imbarazzante ammettere "ho le scarpe bucate e un gran freddo ai piedi". Ma ho imparato che pensare di farlo è molto più difficile che farlo davvero. Ho imparato che quando lo fai le persone si ricordano di quando anche loro hanno avuto le scarpe bucate e volentieri si fermano e aspettano. Tutte anzi ti darebbero le loro di scarpe, se potessero, ma non si può: ognuno ha le sue e deve imparare a rattopparsele. Ma sapere che tutti hanno delle scarpe da rattoppare e che se ti tremano i piedi e il passo non è sicuro come un tempo c'è chi saprà sorreggerti, o semplicemente allungarti una mano o anche solo rallentare o suggerirti un buon calzolaio, questo è un piccolo grande conforto.
Oggi è il giorno in cui ho imparato che giunti a casa i calzettoni bagnati è meglio appenderli subito al caminetto. Continuando ostinatamente a portarli vengono solo i reumatismi, che dalla punta delle dita è un attimo che arrivano su fino alla schiena e senza neanche accorgertene cammini tutto gobbo. A riparare le scarpe ci vuole tempo e perizia, ma è meglio pensarci coi piedi al calduccio.
Oggi è il giorno delle mie scarpe bucate e dei calzini fradici. Non starò a far finta di avere il passo infallibile del bersagliere. Per ora no. Ma appendo il cartello all'ingresso e so che là fuori tanti compagni di viaggio sapranno aspettare.

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