Io le dissi ridendo -Ma signora Aquilone, non le sembra un po' idiota questa sua occupazione?
Lei mi prese la mano e mi disse -Chissà? Forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà.
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sabato 3 gennaio 2015

Roma-Istanbul e ritorno (con gaudio)

Per la serie non ci manca neanche al lat ed galeina (vedi post precedente), lo scorso mese di dicembre mi sono attraversata con disinvoltura l'Impero Romano da Occidente ad Oriente: weekend romano e viaggetto di capodanno a Istanbul. Ed è su quest'ultima che posterò le mie impressioni; e non perché Roma sia meno degna di suscitarne (anzi, mi si permetta di pensare il contrario).
L'ho pensato, in ordine sparso, di Barcellona, Praga, Brema, Berlino, Amsterdam, Lipari, l'Isola del Giglio: qui ci verrei a vivere. Non l'ho pensato di Istanbul; città che merita sicuramente una visita, ma che sta bene dove sta. Enorme, caotica (13 milioni di abitanti!), perennemente inghiottita da file di auto-immobili che urlano col clacson la loro frustrazione, brulicante di bambini abbandonati a se stessi che chiedono l'elemosina o improvvisano scenette per aggirare i turisti, con collegamenti non all'altezza di una città così sterminata. Inoltre non è così economica come ci si aspetterebbe, almeno nelle zone turistiche, e le file per i monumenti principali possono essere davvero estenuanti. Una notazione sul meteo: dicembre è il mese più piovoso (piove 1 giorno su 2), e può anche nevicare e tirare vento freddo.
Per quanto riguarda il cibo...ecco, a Istanbul il concetto di "cucine del mondo" non è arrivato: i ristoranti più esotici sono dei tristi ristoranti italiani o i fast food. Quindi, kebab. Col pane, col riso, con le verdure, ma sempre kebab. Provate il tè turco!
Di seguito le attrazioni plurisegnalate dalle guide, tutte nella parte vecchia (europea) con i miei commenti/suggerimenti:
- Moschea blu. Splendida all'esterno, ma all'altezza della sua fama anche all'interno. Purtroppo l'ingresso, peraltro gratuito, può costare ore di fila. Un buon modo per aggirarla si è rivelato essere quello di aggirarsi nella piazza antistante il venerdì 30-40 minuti prima dell'apertura, che quel giorno è alle 13.30 causa preghiera. Le donne devono indossare il velo e tutti si devono togliere le scarpe all'ingresso. Ci sono comunque altre moschee più piccole, meno celebri e meno prese d'assalto molto suggestive.
- Basilica di Santa Sofia. Di fronte alla moschea blu. L'intento del sultano che fece costruire quest'ultima era quello di affermare il potere ottomano rivaleggiando in maestosità e bellezza con Santa Sofia. Intento a mio parere pienamente raggiunto. Santa Sofia è stata deludente e l'ingresso costa 30 lire turche (circa 10 euro); ho apprezzato più che altro i tanti mansueti gatti che la popolano. A proposito, Istanbul è la città dei gatti: sono ovunque e se la passano alla grande, si lasciano accarezzare e fotografare volentieri.
Il bazar delle spezie
- Cisterna-Basilica. E' un acquedotto romano, del 500 d.C.. Costa 15 TL e se ci andate la mattina presto potete evitare la coda (nel mio caso, ho approfittato di un 31 dicembre assai morigerato per andarci il 1° gennaio quando mezza città probabilmente dormiva ancora). STU-PEN-DA. Si deve vedere.
- Topkapi (palazzo del sultano). Costa 30 + 15 (per l'harem) TL; l'harem è la parte più bella, quindi conviene fare il biglietto intero. Le file per biglietto, poi ingresso, controlli di sicurezza, cancelli automatici possono essere delle carneficine. Ma il posto (e il diamante del sultano) merita.
- Gran Bazar e Bazar Egiziano (mercato delle spezie). Impressionanti. C'è da perdersi e infatti ci si perde ed è bello così. E' il più grande mercato coperto del mondo. Una meraviglia.
Nella parte nuova non c'è molto di diverso da qualsiasi grande città. Segnalo però il mercato del pesce e il quartiere Tophane, dove troverete moltissimi bei locali dove fumare il narghilè, davvero da provare.
Se non siete appassionati di moschee o altri edifici religiosi, 3-4 giorni sono sufficienti per farsi un'idea della città...e tornarsene volentieri nella parte occidentale dell'Impero.
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sabato 28 giugno 2014

Una speranza nel cielo di Praga

...si diceva ottimi prezzi, ottima birra, ottima cucina.
Sì, in Repubblica Ceca si mangia bene e si beve ancor meglio, e col conforto di pagare mezzo litro di birra poco più di 1 euro. E dopo svariati assaggi posso emettere l'ardua sentenza: la birra tedesca è buona, ma quella ceca lo è ancora di più!
Ritiratevi per deliberare alla U Zlateho Tygra (La tigre d'oro), a due passi dal celebre orologio astronomico di Praga. Qui, come nella maggior parte delle birrerie ceche, non vi chiedono nemmeno cosa volete da bere: un boccale da mezzo litro vi verrà depositato sul tavolo senza tanti salamelecchi, a meno che voi non siate abbastanza rapidi da arrestarne la repentina discesa con un improvvido - No thanks. E così sarà per ogni boccale che poserete vuoto sul tavolo, in un eterno ritorno che solo voi, con tutta la vostra buona volontà, potrete interrompere. Ogni nuovo boccale è una stanghetta sul foglio che resterà malandrino sul tavolo. 
Non solo birra però, anche cibo! Sontuose le zuppe, anche se non proprio leggere, di aglio, cipolla, funghi e patate, talvolta servite nel pane. Ottime le carni. Stupendi gli gnocchi tondi di pane o patate: meglio di una spugna per assorbire l'ottimo sugo di goulash e simili.
Praga è una città bella di giorno, maestosa quando il sole comincia a tramontare. Se avete poco tempo dedicate giusto una passeggiata a Staré Město (città vecchia), e poco più di un'incursione a Piazza Venceslao, ridotta a un baraccone di celebri catene di negozi dove è difficile rivivere le note gucciniane di Primavera di Praga.  
Lasciatevi invece sedurre da Malá Strana (piccolo quartiere) e scopritelo partendo un paio di ponti a sud di Ponte Carlo...proprio nei pressi di Fred e Ginger, e costeggiate la Moldava sul lato ovest. Fatevi il viaggio in teleferica, salite alla zona del castello e della cattedrale di San Vito, scoprite tra i vicoli il muro di graffiti dedicato a John Lennon, fate in modo di raggiungere il Ponte Carlo all'imbrunire...e vi chiederete trasognati chi è quel genio che ha progettato l'illuminazione dei monumenti praghesi!

PS: forse vi chiederete se vale la pena spendere l'equivalente di una grossa grassa cena (20 euro) per visitare la zona del quartiere ebraico. La risposta è sì: il prezzo è spropositato, ma il cimitero -con audioguida- merita una visita. Le sinagoghe sono invece assolutamente rinunciabili, quindi prendete il biglietto che ne include meno possibile, visitatene un paio e andate a fare altro.
 
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